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Storia delle isole Eolie

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STORIA EOLIE - Le Eolie...creature vulcaniche nate dalla presenza attiva dei quattro elementi: aria, acqua, terra e fuoco.
L'incantevole arcipelago si trova nel Mar Tirreno meridionale a nord della Sicilia, alla quale fa parte e dipende dalla provincia di Messina. Si compone di 10 fra isole e isolotti, ma soltanto sette sono abitate. La sua superficie è di 115 Kmq. L'arcipelago nacque circa 700.000 anni fa nel seguente ordine: Panarea, Filicudi, Alicudi, Salina, Lipari, Vulcano e per ultimo Stromboli il quale forse ha circa 40.000 anni di età. A Vulcano vi sono tre camini: uno spento dall'epoca preistorica, uno quiescente dal 183 a.C., e uno attivo. Plinio racconta che nel 183 A.C. delle eruzioni sottomarine provocarono la nascita di Vulcanello, mentre le ultime colate di pomice ed ossidiana sul monte Pelato a Lipari, sono avvenute circa 1500 anni fa.
L'attuale configurazione dell'arcipelago è la conseguenza di ciò che avvenne 2 milioni di anni fa. Allora vi fu un'emissione tale di lave che un gruppo, molto vicino, di vulcani raggiunse il livello del mare. Probabilmente apparvero e scomparvero numerose altre isole. Gli studiosi hanno individuato delle rocce che risalgono ad un milione e 300 mila anni fa, mentre, sulle isole, lave di circa 500 mila anni. I vulcani più antichi sono quelli di Panarea, Lipari, Filicudi e Alicudi. A Panarea e a Lipari vi sono ancora fumarole e sorgenti termali, mentre ad Alicudi, Filicudi e Salina l'attività endogena è completamente scomparsa. Gli unici vulcani rimasti tuttora in attività sono Vulcano e Stromboli. Il nome di queste isole deriva da Eolo, il signore greco dei venti, il quale, secondo Omero, ne fece la sua dimora. Furono popolate dal 4000 a.C. e ospitarono dai Siculi agli Aragonesi, passando dai Fenici ai Greci ai Romani. Sono tutte molto simili ma al tempo stesso tutte diverse e con diverse peculiarità. I colori che le caratterizzano vanno dal giallo dello zolfo a Vulcano, passando per il verde di Salina, al rosso del fuoco di Stromboli. La storia delle Eolie è la stessa del Mediterraneo e risale al Neolitico, le prime tracce di insediamenti umani sono le capanne con base circolare in pietra risalenti alla fine del 5.000 a.c. e che sono state ritrovate sulla stessa Rocca di Lipari. Le Eolie erano conosciute in tempi così remoti per due ragioni: per la pietra vetrosa dell'ossidiana che veniva usata per fabbricare lame e punte di frecce e per il vulcano dell'Isola di Stromboli che è sempre stato un vero e proprio faro per tutti i naviganti dell'antichità. Le sue esplosioni ritmiche che avvengono a mt. 900 sul livello del mare sono visibili, in condizioni di buona visibilità, anche ad 80 miglia, molto di più di un normale faro che sono posti di solito ad altezze molto inferiori (quello di Palinuro pur essendo considerato alto è a soli mt. 80 sul liello del mare ed ha portata di 30 miglia marine. Di villaggi neolitici se ne sono scoperti in tutte le Isole Eolie, quelli che oggi sono facilmente visitabili e ben visibili sono quello di Capo Graziano a Filicudi e Capo Milazzese a Panarea. La Rocca di Lipari, dove ha sede il Museo, ha tracce di insediamenti in tutte le epoche, dal neolitico ai greci, dai romani ai barbari, dai pirati ai nostri tempi. Sulle Isole sono state scoperte tombe di tutte le epoche ed oggetti di ogni genere e periodo, al Museo di Lipari le sale accolgono un'esposizione che va dalle punte di freccia in ossidiana ed arriva fino ai giorni nostri passando in pratica per tutte le epoche. La città di Lipari ha una storia antica, tanto che si narra sia stata edificata da Liparo, prima della guerra di Troia e si racconta di Ulisse e che nel suo peregrinare, vi sia approdato ed abbia soggiornato alla corte di Eolo e ne abbia preso in moglie la figlia Telepora. Nel 264 a.C., allo scoppio della prima guerra punica, Lipari è alleata con i Cartaginesi e deve quindi subire i ripetuti attacchi della flotta romana. Soltanto nel 252 a.C. il console romano Caio Aurelio la sottometterà a Roma. In occasione della guerra civile, viene conquistata tra il 37 e 36 a.C. da Ottaviano contro Sesto Pompeo, ed i partigiani di Pompeo vengono esiliati in Campania. L'isola riprese a prosperare ed entrò nell'orbita di Siracusa e poi di Roma, che valorizzò Lipari anche come stazione termale. Caduto l'Impero Romano le isole attraversano un periodo di desolazione. La dominazione bizantina accentuò tale decadenza. L'occupazione araba dal 827 al 1061 coincise con una ulteriore fase di decadenza. Dopo un lungo ed oscuro periodo, sovrastato da incursioni arabe, Lipari rifiorì sotto l'egemonia dei normanni che ripopolarono l'isola e rifortificarono il suo castello. Fino al 1340 passando attraverso gli svevi, gli angioini e gli aragonesi, le isole Eolie godettero di una notevole prosperità grazie ai privilegi che i vari governi andavano dispensando. Nella guerra contro gli Angioini, Lipari parteggia per questi e nel 1363 passa agli Aragonesi. Per volere di Federico III è data in feudo ad Ulfone di Procida, ma pochi anni dopo, revocata per tradimento di questi, è concessa a Federico di Chiaramonte. Nel 1443 entra nei beni della Corona di Napoli essendo regina Giovanna e per decreto di Bonifacio IX è separata dalla Chiesa di Patti. entra a fare parte del Regno di Napoli. Un periodo di prosperità che termina poco dopo, con le incursioni saracene. Nel 1544 una flotta turca capitanata da Ariadeno Barbarossa, dopo undici giorni di assedio, distrusse la città di Lipari mettendola a ferro e fuoco e deportando in schiavitù circa 8.000 abitanti. Carlo V la ripopolò, importando immigrati spagnoli e campani, e la riedificò rafforzandone le mura. Soltanto nel 1691 gli abitanti tornarono ad essere circa 10.000. Solo con la quasi scomparsa della pirateria, verso la fine del '700, l'abitato tornò ad espandersi anche nel piano. Lipari seguì poi le sorti del Regno delle Due Sicilie fino ai tempi nostri. Agli inizi del XIX secolo Lipari divenne lo scalo obbligato di parecchie linee marittime. Questo stato di cose contribuì ad un grande sviluppo economico delle Eolie, basti pensare che nel 1891 gli abitanti superarono le 20.000 unità e le Eolie esportavano malvasia, capperi e pesce conservato ed avevano una marineria ricca e capace. Momenti difficili vennero con la filossera che provocò la distruzione di numerosi vigneti ed una generale crisi economica che provocò l'emigrazione di quasi il 50% degli abitanti delle isole e che finirono negli Stati Uniti, in Argentina ed in Australia, tutte nazioni dove oggi esistono comunità di eoliani molto consistenti. La notorietà in Italia ed all'estero per le Isole Eolie arrivò nel dopoguerra grazie al cinema ed al gossip con i film e le storie di amore fra Rossellini, la Magnani ed Ingrid Bergman che tennero banco per messi sui giornali dell'epoca e che segnano l'inizio del turismo nelle isole.

 

 

 

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